UBPorts per PinePhone

Ciao a tutti!

Oggi vi voglio parlare di UBPorts, OS nato sulle ceneri di Ubuntu Touch e con l’intento di mantenerne l’idea di base, ma con soluzioni innovative.

I pregi

Partiamo dal 1° in assoluto: Lomiri. L’interfaccia grafica che caratterizza Ubuntu Touch è la migliore che esista nel mondo mobile. Niente da dire su questo, dopotutto si basa su Unity, l’interfaccia che Canonical aveva sviluppato per ubuntu fino alla 16.04. Tutto è al suo posto, senza troppi fronzoli: le impostazioni rapide contengono tutto quello che è necessario avere velocemente, il menu delle applicazioni è pulito e veloce, le impostazioni sono ben divise, ecc. In poche parole è tutto semplicemente al suo posto, come dovrebbe essere e senza troppe complicazioni.

In secondo luogo il modo in cui l’OS è stato protetto: il sistema di base è in sola lettura, quindi non facilmente modificabile, il chè lo rende perfetto in caso si voglia un sistema funzionante senza dover pensare troppo a cosa gira “sotto al cofano”.

Altra nota positiva è la possibilità di avere più livelli di release: siete tipi da voler un sistema aggiornato all’ultimo o preferite aspettare che le funzioni siano stabili? Beh, dalle impostazioni potete decidere tra 4 canali diversi, ognuno con un grado diverso di stabilità.

I difetti

Purtroppo ci sono anche dei difetti. Il più evidente, secondo me, è la mancanza di alcune applicazioni base (nel mio uso quotidiano). Parlo ad esempio di una versione ufficiale di Telegram (nonostante Florian stia facendo un lavoro immenso con TELEport, rimane comunque una beta non completa).

Un secondo difetto, molto meno problematico del primo, è la chiusura del sistema alla base di tutto: per uno come me, smanettone incallito, piace poter aggiornare e modifcare tutto come preferisco e secondo le mie esigenze. Purtroppo, e anche per fortuna come detto prima, il sistema di base è protetto e va rimontato in rw ogni volta che se ne ha necessità.

Un altro difetto (sempre secondo me), a cui sembra stiano lavorando, è upstart. Questi è il sistema di init di UBPorts e purtroppo non si può dire che sia molto recente, nonostante il suo lo faccia ancora. Attualmente UBPorts è l’unico OS che usa upstart (in generale), mentre tutti usano systemd (a parte casi di OpenRC, come alpine linux e postmarketOS, ma li vedremo in un altro momento). Il passaggio a systemd sicuramente renderebbe il sistema ancora più sicuro e permetterebbe ai ragazzi della UBPorts Foundation di occuparsi di altro, vista l’alta coesione che systemd ha con gli OS in cui viene fatto girare.

Per questo ultimo punto, ci tengo a precisare una cosa: anche io conosco la filosofia base di GNU/Linux (fai una cosa e falla bene), ma un sistema di init come systemd ormai è il futuro. Non si può pensare di avere sistemi sempre più complessi, se poi per ogni singola cosa ci deve essere un singolo programma che fa una singola cosa, anche perché questi singoli programmi devono comunicare tra loro ed essere in sintonia. Systemd rimane e rimarrà sempre la soluzione migliore come sistema di init.

Prestazioni e durata batteria

Buone, molto buone. Il sistema non richiede grossi quantitativi di energia e anche la temperatura in generale del telefono è sempre buona. Inoltre nel PinePhone hanno introdotto il supporto hardware alla fotocamera, rendendola molto più fluida (non si hanno più quei fastidiosi ritardi tra lo spostamento del telefono e l’anteprima della immagine).

Funzionalità

Funziona tutto e bene. Le applicazioni come TELEPorts (quindi dallo store) danno le notifiche praticamente nello stesso momento del mio telefono android. Direi che tra tutti gli OS per PinePhone sia quello che più si avvicina alla concezione di interfaccia mobile. Vedremo in futuro quando tutto sarà davvero pronto.

Considerazioni finali

Ho molta fiducia in questo progetto, come in tutti gli altri. Sono dentro il mondo open source ormai da 12 anni: ne ho seguito successi e cadute e penso che UBPorts e tutti gli altri OS mobili possano essere una valida alternativa a chi vuole un sistema leggero, sicuro e in grado di proteggere la privacy. Il mondo deve capire che regalare i propri dati personali non è obbligatorio per avere un buon servizio. E l’open source sta dimostrando che questo è possibile: dare un buon servizio chiedendo in cambio nulla, se non un aiuto economico (se si vuole dare).

E con questo vi saluto. Per ogni domanda usate pure lo spazio dei commenti. Noi ci vediamo al prossimo articolo: orario diverso, articolo diverso! Ciao!

Rispondi